i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.
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6 Cose da fare e vedere a New York quando piove

Cosa fare e vedere a New York quando piove?

Voi penserete.

Ma a che serve un post così?

“Apro l’ombrello e continuo a fare quello che sto facendo”.

In effetti il ragionamento non fa una piega.

Purtroppo però, lo scorso dicembre, ho beccato due giorni di pioggia intensa, un vero diluvio con tanto di raffiche di vento che l’ombrello aperto era un miraggio.

Zuppa dalla testa ai piedi sono corsa a comprarmi un paio di anfibi, perchè i miei stivaletti erano così marci che sembrava di avere un acquario nei piedi.

Due giorni di intensa pioggia a New York che hanno modificato completamente l’idea di ciò che avevo in programma di vedere.

Niente passeggiata a Williamsburg, niente giro per Brooklyn, ma solo qualche preghierina affinchè fosse uscito il sole il giorno successivo per il mio wedding day (e così è stato per fortuna!).

Allora ecco cosa fare e vedere a New York quando piove (ovvero quando scendono secchiate d’acqua dal cielo con vento impetuoso).

1. Andare per Musei.

Non amo molto chiudermi tra le mura di un museo in viaggio; ho sempre poco tempo, e se la giornata è bella è davvero un peccato. Ma tra  le cose da fare a New York quando piove la visita di un Museo è quanto di più utile ed interessante possa esserci per ripararsi dalla pioggia.

Di musei a New York c’è l’imbarazzo della scelta.

Io ho optato per li Museo 9/11, che ripercorrere la storia di quel dannato 11 settembre. Un Museo della Memoria davvero toccante, impossibile non rimanere indifferenti camminando silenziosi tra quelle sale.

American Museum of Natural History.
Questa è un’altra ottima alternativa come museo, e io sono davvero curiosa di visitarlo, ma ho fatto una promessa a mio nipote che un giorno lo porterò con me a New York e lo visiteremo insieme.

Whitney Museum of American Art
Il museo, forse più noto a New York, per l’arte moderna e contemporanea americana mi ispira, soprattutto ora che si trova nella sua nuova sede progettata dal noto architetto Renzo Piano, non lontano dalla High Line.

9/11Museum di New York

2. Brunch a New York

Ogni scusa è buona per mangiare. E’ un brunch a New York è decisamente un must.

Vuoi non farlo se ti ritrovi in balia di pioggia torrenziale?

In un altro post ho già parlato di alcuni posticini dove fare un brunch a New York, luoghi più o meno noti e alcuni non propriamente economici.

Questa volta ho optato per un locale molto carino vicino a Union Square.

Si chiama “The Grey Dog” e trovate tre sedi in Manhattan.

Non fatevi scoraggiare dalla coda, scorre piuttosto in fretta.

Ordinate al bancone e poi vi servono al tavolo. Le porzioni sono giganti, come sempre.

Il muffin poi è qualcosa di enorme, e anche la ciotola con granola, yogurt e frutta si rivela una porzione per due.

Si può scegliere tra dolce o salato, e il cappuccino è servito in mug colorate enormi.

Prezzo medio e ottima qualità.

Se invece vi trovate nel Lower Manhattan, a due passi dal ponte di Brooklyn, proprio lungo il molo dove al momento ci sono ancora i lavori per ultimare il Pier 17, ci sono molti localini perfetti per il brunch poco affollati (con il molo ancora chiuso in fatti la zona non è propriamente turistica).

Da “Ambrose” potete andare per una birra e panini o insalate con aragosta, e nei dintorni, vicino al Museo “South Street Seafood Museum” trovate diversi bar e ristoranti dall’atmosfera marinara.

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3. Open house a New York

Ok questa è una cosa che un po’ mi vergogno a raccontare. Cioè io non avrei mai pensato di partecipare ad un open house.

A New York.

In un loft a Manhattan?

Ora vi spiego.

I miei cognati, che vivono a San Francisco in quel periodo stavano cercando una nuova casa. E così, negli Usa, è normale partecipare a delle Open House, ovvero “case aperte” ai potenziali compratori per una visita.

Come scovare delle Open House?

Basta cercare on line e appaiono tutte le open house nella zona in cui ti trovi.

E così, zuppi d’acqua e vestiti decisamente in modo sportivo, ho seguito i miei cognati salendo in un attico con vista su Union Square.

Avete presente quelle case dove entri nel salone uscendo direttamente dall’ascensore?

Ecco!

Un loft immenso, con marmo ovunque; divani in pelle dai quali mi sono tenuta lontana per la paura di gocciolarci sopra dell’acqua.

Tre bagni iper moderni (per dire, la tazza del water che si alza quando un sensore capta la vostra presenza); cabine armadio che Carrie Bradshaw adorerebbe.

Insomma, una roba da mille e una notte.

E io li, con gli occhi bassi per la vergogna, mentre i miei cognati impersonavano egregiamente la veste di ricconi della West Coast in cerca di casa.

Rido ancora adesso se ci penso.

Comunque ammetto che è stata una figata entrare in un appartamento del genere, valore mi pare intorno ai dieci milioni di dollari, o giù di li, e passeggiare scalza sul palquet ammirando una vista incredibile tra i grattacieli di New York (chiedo scusa alla Signorina così gentile per averle fatto perdere del tempo prezioso durante il suo lavoro, ma ehi, quando mi ricapita un’occasione così ;) ).

4. Visitare le Gallerie d’Arte a Soho

A New York quando piove è d’obbligo spostarsi in metropolitana, e così ho raggiunto il quartiere di Soho, nel Lower Manhattan, per curiosare tra negozi vintage e gallerie d’arte.

Mi è saltata all’occhio una galleria in particolare, quella dell’autore Peter Lik. Non un pittore, ma un fotografo straordinario.

Ammetto che non lo avevo mai sentito nominare, ma in realtà è davvero molto noto nel settore.

I suoi scatti sono riprodotti su enormi pannelli di vetro e sono spettacolari.

Dettagli di verdi foreste, scatti di onde impetuose, i colori dell’Antelope Canyon, tramonti e cieli stellati. La natura, ed i paesaggi in generale, sono i protagonisti dei suoi lavori.

Ma c’è una particolarità incredibile che lascia a bocca aperta.

D’altronde uno scatto di Lik, fotografo australiano, è stato venduto per 5 milioni di euro.

In una piccola stanza senza finestre era appeso un suo scatto raffigurante Manhattan e lo scorcio del ponte di Brooklyn. Il responsabile della galleria ha abbassato gradualmente le luci della sala, fino a far diventare tutto completamente buio, mentre il quadro cambiava colore passando dai toni del bianco e nero, a toni sul giallo con i lampioni che piano piano si accendevano.

Una cosa davvero da WOW!

Mi spiegano che le stampe, incorniciate con un vetro, sono fatte con un inchiostro contenente dei metalli, e il gioco di luci crea questo effetto davvero surreale. Assolutamente da vedere!

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5. Shopping a New York

Tra le cose da fare a New York quando piove lo shopping è inevitabile.

Cercare riparo dall’acqua che scende senza sosta in uno dei tantissimi negozi non è poi così male.

Non sto a elencarvi in quali negozi andare ovviamente, ma se vi trovate lungo la Fifth Avenue fate un salto nella boutique di Polo Ralph Lauren.

Lui ci rimane mediamente quasi un’ora, mentre io al primo piano mi concedo un cappuccino con vista sulla Quinta Strada niente male.

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6. Pausa golosa

Alternativa al brunch, ottimo rimedio per ripararsi dalla pioggia, è concedersi una pausa golosa in uno dei tanti luoghi che amo di New York.

“Alice tea cup” è il mio preferito, ovviamente per me che amo il tè.

Dolci e biscotti colorati qui sono buonissimi, certo non proprio a buon mercato, ma siamo a New York no?

Se invece vi trovate in quel di Brooklyn, allora dovete assolutamente provare “The Chocolate Room” (un’amica mi ha raccontato di certe bontà), regno di brownie cicciosi e cioccolata calda.

Una sosta al Chelsea Market.

Al Chelsea Market trovate di tutto, persino il corner di Giovanni Rana (a prezzi folli).

Street food e bakery dove trovate dolce e salato, e anche una tappa per un gelato volendo.

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Se invece, come me, siete amanti dei libri, beh allora ci sono due tappe imperdibili a New York quando piove: la visita della New York Public Library e almeno un’oretta tra gli scaffali di Strand Bookstore, la più nota, e forse gigante, libreria di Manhattan.

Ora mi auguro che la prossima volta, si perchè ci torno a New York prima o poi, il tempo sia un pochino più clemente, ma ammetto che due giorni di pioggia hanno sì scombussolato i miei programmi, ma mi hanno regalato nuove chicche in più.

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