i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.
Itinerario Bali 12 giorni come organizzare il viaggio

Cosa vedere a Bali tra templi, risaie e spiagge (secondo me)

Cosa vedere a Bali, tra templi, risaie e spiagge (secondo me).

Vi ho già dato indicazioni su come organizzare un viaggio a Bali e relativo itinerario, ma in tanti mi avete chiesto cosa va assolutamente visto tra i numerosi templi, le spiagge ed il verde brillante delle risaie.

Innanzi tutto in poco tempo non ho avuto modo di esplorare in lungo e in largo Bali, quindi non mi sento di dirvi cosa va visto e cosa no, anche perchè credo che ogni viaggio sia altamente soggettivo e pertanto ognuno debba scegliere secondo proprio gusto ed interesse personale.

Già, ma come scegliere tra i tanti templi di Bali quali vedere?

Potete farlo una volta arrivati a Bali e decidere giorno per giorno in base al tempo che avete a disposizione e in base alla vostra ubicazione (Ubud sarà fondamentale come punto di partenza), oppure potete valutare con il vostro driver il miglior itinerario possibile per esplorare quanto di più bello offre Bali.

Oppure potete lasciarvi trasportare dal vostro istinto.

Come ho fatto io.

Ho cominciato a leggere blog, racconti e guide di viaggio su Bali.

A creare sterili elenchi di templi e luoghi a detta di molti imperdibili, ma alla fine non ne venivo a capo.

La guida di Bali mi dice poi che ci sono all’incirca 200.000 tra templi e residenze.

Così alla fine mi sono lasciata guidare dall’istinto, dalle fotografie e dall’immagine che mi ero fatta di Bali prima di partire.

Volevo vedere il verde delle risaie, i villaggi rurali, ed i templi che in qualche modo immaginavo essere luoghi ideali dove lasciare andare liberi i miei pensieri, anche solo per un attimo.

Complici due ottimi driver che in giornate diverse ci hanno accompagnati in giro per Bali, ecco cosa mi ha affascinato di più (e cosa no).

Le risaie di Jatiluwih e Tegalalang

Le prime patrimonio Unesco, spettacolari, una vera cartolina che lascia a bocca aperta. Le seconde, le risasie di Tegalalang, vicine a Ubud, sono forse più affollate, ma non per questo meno spettacolari.

Le risaie di Bali sono quanto di più scenografico io abbia visto.

Non sono stati i templi a picco sul mare a lasciarmi incantata, ma questo verde luminoso intorno a noi mi ha riempito davvero gli occhi.

Se arrivate a Tegalalang in tarda mattinata, fate una passeggiata tra le risaie (caldo permettendo) e poi fate sosta per il pranzo da “Boni Bali”, un’oasi di relax immersa nel cuore delle risaie e delle colline. Potrete gustare ottimi piatti indonesiani a poco prezzo, come il Nasi Bakar, riso speziato e profumato avvolto in una foglia di banana grigliata, il tutto mentre un gigantesco ragno tesse la ragnatela tra due alberi davanti a voi e risuona nell’aria una sinfonia creata dal vento e dalle canne di bambù.

Le risaie di Jatiluwih invece sono situate a nord di Ubud, considerate almeno un’ora e cinquanta minuti di auto traffico permettendo per arrivare.

(Per chi mi ha chiesto dove si trova la scritta “love Bali” dove ho scattato la foto, è proprio all’ingresso delle risaie Tegalalang).

Ubud dove trovare scritta Love Bali

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cosa vedere a Bali risaie Tegalalang

Pura Tirta Empul Temple

Avevo letto del Pura Tirta Empul Temple, chiamato anche Holy Spring Water Temple, e desideravo fosse la prima tappa del nostro incontro con la cultura e la tradizione balinese.

Ma ammetto di essermi sentita un po’ un’intrusa in questo luogo.

Il tempio è noto per le sue vasche rettangolari da dove sgorga l’acqua sacra venerata dai balinesi che qui si immergono per purificare corpo e spirito. Un luogo affollato e molto turistico, dove a tratti le tradizionali cerimonie sembrano stridere con il vociare dei turisti intenti a scattare fotografie.

Molti visitatori si immergono in queste vasche, coperti dai tipici sarong, ma io ho preferito non farlo ed ammetto che osservare i balinesi nei loro momenti di preghiera, beh l’ho trovato un po’ un’intrusione, una violazione di ciò che per loro è davvero importante.

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Mengwi e il Pura Taman Ayun Temple

La prima giornata in giro per Bali si è conclusa verso l’ora del tramonto nella tranquilla cittadina di Mengwi, a circa un’ora dal Pura Tirta Empul Temple, dove abbiamo visitato il Pura Taman Ayun Temple.

Ho amato questo tempio.

Ho amato la sua tranquillità, la sua pace, i colori degli abiti tradizionali indossati dai balinesi nelle cerimonie.

Ho adorato la sua atmosfera che per un attimo mi ha fatto davvero sentire leggera.

Il tempio è circondato da un fossato che rappresenta il mondo indù e le sue torri, i meru, rappresentano la dimora degli Dei su tra le montagne. Un tempio che collega terra e aria creando un confine armonioso.

Ed è questa la parola giusta per descrivere questo luogo armonia.

Ho avuto fortuna, il tempio era praticamente deserto, pochi turisti, solo fedeli dediti alla preghiera.

Forse la sua bellezza sta proprio nel fatto che il tempio è accessibile solo dai balinesi, i visitatori possono circumnavigare il fossato, ammirare le torri, le candi bentar ovvero le porte divise a metà simbolo di Bali, ma non interferire con il momento della preghiera.

Occhi gentili e sorrisi sinceri, ecco cosa ho trovato in questo luogo silenzioso che mi ha regalato un momento di pace prezioso.

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I templi sul mare Tanah Lot e Uluwatu

La prima cosa che si apprende documentandosi per organizzare un viaggio a Bali, sono i templi sul mare, ormai noti a tutti e per questo luoghi iper turistici e caotici.

Non vi posso sconsigliare di visitarli, fanno parte dei luoghi clou di Bali, ma vi posso dire che di mistico, ancestrale e speciale non hanno nulla, almeno per me.

Tanah Lot è situato verso nord ovest ad un’ora di auto circa da Denpasar, capoluogo amministrativo di Bali.

Tanah Lot è così famoso proprio per il suo essere teatralmente collocato in mezzo al mare a circa 100 metri dalla costa. Raggiungibile solo in caso di bassa marea, è un piccolo tempio su un promontorio che al calar del sole appare come una macchia scura tra le onde.

Difficile scattare buone fotografie, a meno che non vi mettiate in coda per accaparrarvi un angolino su una roccia e scattare una veloce instantea tra le migliaia di persone cercando di rimanere in equilibrio.

Uluwatu invece è uno dei luoghi più venerati di Bali e per questo preso d’assalto da orde di turisti ed infiniti pullman turistici che arrivano qui per l’ora del tramonto.

Luogo da vedere certo, tenendo però oggetti personali ben chiusi nella borsa o addirittura in auto perchè qui a far da padrone sono le scimmiette, a mio avviso per niente simpatiche e piacevoli, che amano beffare il turista rubando di tutto in un secondo.

La bellezza del tempio Uluwatu è sicuramente il suo panorama, il suo essere a strapiombo su questo mare così azzurro e a tratti impetuoso.

Ma la sua magia finisce qui, nulla di particolarmente “wow” per me.

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Le spiagge di Bali

Così come i templi, a Bali sono numerose le spiagge da visitare.

Da Kuta beach, la più nota e chiassosa, alle altre spiagge nel sud dell’isola quali Seminyak, Jimbaran, Legian e la stessa Uluwatu.

Nusa Dua, la preferita per gli honeymooner ed i vacanzieri in relax (dove sono stata anche io un paio di notti), alla più sonnolenta, ma non per questo meno bella, Sanur lungo la costa Est di Bali.

Ci sono poi piccole chicche da vedere tra le spiagge di Bali, come Balangan beach a circa venti minuti dal tempio di Uluwatu.

Si accede pagando circa 10.000 rupie (pari a 0,80 €) e si scende una piccola scalinata incastonata tra le rocce per raggiungere questa baia meta prediletta dai surfisti. Mare turchese, sabbia bianca e venditori di ananas delizioso, Balangan beach è un ottimo break lungo la strada verso il tempio di Uluwatu dove consiglio di trascorrere qualche ora.

Karma beach è un’altra spiaggia spettacolare molto nota da visitare, ma tenete a mente che fa parte del Karma beach Club e questo la rende a mio avviso un po’ cara. Bisogna pagare la funivia che permette di arrivare in spiaggia, oltre all’ingresso alla spiaggia stessa che prevede anche un credito da spendere in cibo e bevande in loco.

Su Dreamland beach, altra spiaggia situata a sud di Bali, ho sentito diverse opinioni, ma per mancanza di tempo l’abbiamo bypassata preferendo Padand Padang beach, spiaggia situata sempre in direzione sud verso il tempio di Uluwatu.

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Padang Padang beach bali-spiagge-quali-vedere

I villaggi rurali di Ubud

Non mi sono spinta molto a nord, o ad Est di Bali, in zone meno turistiche, e sicuramente i villaggi che che ho visto intorno a Ubud sono meno genuini, ma non per questo vanno evitati.

Ammirare le donne nelle coltivazioni di riso, i bambini rincorrere i tanti, troppi, cani randagi per le strade, gli uomini intenti a lavorare il legno ed i balinesi intenti a depositare le offerte ai Santuari delle risaie.

Le campagne di Ubud sono note non solo per le risaie, ma anche per il loro lato artistico che negli anni passati era davvero un must.

Peliatan ancora oggi è centro di cultura e pittura, così come Sanggingan è ricca di botteghe artigiane, gallerie d’arte ed un Museo di arte Neka; luoghi forse meno turistici che consiglio di visitare per cogliere le tradizioni di Bali che cercano di sopravvivere.

Cosa non mi è piaciuto di Bali?

Escludendo il traffico, a cui dopo un po’ ci si fa l’abitudine, ammetto che alcuni luoghi non mi hanno emozionata più di tanto.

Il Pura Besakih temple, tempio madre di Bali, vi apparirà nella sua immensità, ma anche nella totale calca di persone, troppe, e locali pronti a vendervi di tutto.

L’Ulun Danu Bratan Temple, forse il tempio simbolo che trovate su ogni guida e catalogo di viaggio, avete presente è il tempio sul lago, forse vi potrà apparire meno maestoso di quel che sembra.

Tra danze, suoni, musiche e costumi, faticherete ad intravedere la vera Bali, perchè il lato turistico e chiassoso, dovuto anche al traffico intenso, renderanno tutto meno affascinante e sincero.

Continuate a seguire il vostro istinto, affidatevi a persone del luogo, competenti e sincere, e forse una piccola parte di ciò che un tempo era Bali apparirà anche solo per un attimo.

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