i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.
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Io, i social e il non sapersi più accontentare

Io, i social e il non sapersi più accontentare.

Scrivo queste righe più che altro per me stessa.

Una riflessione banale, sterile, forse inutile agli occhi di chi leggerà questo post.
Anzi forse un po’ irritante o stupida, ma per la sottoscritta, mettere nero su bianco queste parole è importante.

Rileggere più e più volte i propri pensieri forse può aiutare ad assimilarli al meglio, e mai come ora è per me fondamentale sapermi accontentare.

E parlo di viaggi, ovviamente.

Tutti a sostenere a gran voce questa “Wanderlust” che ci pervade, questa voglia di salire su un aereo, di partire, esplorare, viaggiare il più possibile al minor costo possibile.

Stilare liste di luoghi visti, numero di voli presi.

Instagrammare ogni cosa, ogni momento, ogni sorriso.

Postare foto, video, istantanee e ricordi di viaggi.

Curiosare sui social nella vita di chi è in viaggio ed alimentare la nostra voglia di partire sempre di più.

Allungare la lista di luoghi da vedere, sorprendendosi di trovare in quella lista posti a cui mai avresti pensato.

E allora ecco che arrivano le farfalle nello stomaco.

Non quelle belle, quelle che fanno presagire qualcosa di imminente e succoso.

No.

Sono quelle farfalle noiose, che se ne stanno li pronte a scombussolarti quando brami un qualcosa che non arriva.

Quando friggi dalla voglia di partire, andare, fare una valigia, ma non puoi.

Non puoi per mille mila motivi.

E anzichè capire che è normale, anzi è più che normale non viaggiare e/o non pianificare alcun viaggio, ti senti strana, diversa, incompleta.

E lavorando con i social eccolo lì il problema.

Ai tuoi occhi appaiono solo luoghi favolosi.

Mari turchesi, mondi lontani, città da sogno, montagne innevate e luoghi scintillanti.

E tu sogni di essere li, sogni di vedere quanto più possibile, ma non ti sai più accontentare.

Snobbi voli low cost diretti a Varsavia, Stoccolma o Copenaghen; snobbi gite fuori porta in Italia, tra borghi, città e campagna, perchè nella tua testa vuoi risparmiare per un viaggio lontano.

E si fai bene, da una parte.

Ma perchè non ti basta più sognare Santorini in estate o un dolce weekend fuori porta in inverno come facevi un tempo?

Perchè tutto ad un tratto un viaggio negli States saltato ti manda fuori di matto?!

Il non programmare alcun viaggio, vuoi per motivi economici e di salute in questo caso, ti rende nervosa, a tratti intrattabile, e no, non va bene.

quando-il-viaggio-diventa-nostalgia

Non va bene non sapersi accontentare.

Perchè in fondo se stacchi gli occhi dai social, da quel mondo patinato fatto di foto photoshoppate meravigliose, c’è tutta una vita intorno a te di persone che non viaggiano e non desiderano farlo a tutti i costi.

E allora no, non va bene non sapersi più accontentare.

Perchè in fondo una volta, quando non ero freelance ed ero vincolata ad orari di lavoro, i viaggi e le vacanze le incastravo nei giorni di ferie, e non c’era modo di fare diversamente.

E andava bene.

Nessun ansia, nessun rammarico, nessun capriccio.

Mi accontentavo, anzi, mi meravigliavo di poter partire facendo quadrare il tutto.

Non rimugino sul fatto di essere una libera professionista, amo il mio lavoro, ma forse qualcosa mi sta sfuggendo di mano.

Parlare di viaggi tutto il giorno per lavoro mi ha resa affamata.

Affamata di conoscere, partire, visitare quanto più possibile.

E quando tutto si ferma, per motivi più grandi di me, è come se l’incanto finisse.

E no, non va bene.

Voglio sapermi accontentare.

Voglio risplendere di gioia se anzichè programmare un viaggio chissà dove, mi ritaglio due giorni di relax in una spa o in un borgo non lontano da casa.

Voglio tornare a rallentare, a smettere di “invidiare” chi è sempre in viaggio, chi sta per partire, e chi visita mille mila luoghi che chissà se mai visiterò.

Voglio tornare a scegliere i luoghi che voglio vedere davvero con il cuore, come ho fatto per Bali.

Viaggio di nozze a Bali dove dormire

Voglio sapermi accontentare, perchè se guardo il bicchiere mezzo pieno ho avuto più di quanto potessi aspettarmi in termini di viaggi negli ultimi anni.

Voglio smetterla di puntare in alto, di far quadrare i conti al centesimo pur di organizzare e partire.

Voglio godermi questo stop forzato che mi tiene ancorata a terra senza ansie e paturnie inutili.

Perchè agli occhi di molti sembro una privilegiata, ed in fondo è vero.

Ho sempre guardato a ciò che non ho fatto o vissuto, ma in realtà dovrei davvero guardare il bicchiere mezzo pieno e gioire di ciò che ho avuto fin ora.

Voglio imparare ad accontentarmi per stare bene, ma bene davvero.

E quando mi diranno “ma tu non viaggi abbastanza”, perchè credetemi che nel mio lavoro me lo sento dire spesso, risponderò “che non importa, che va bene così, che sto imparando a stare con i piedi per terra, e la testa tra le nuvole”.

Lo so.

Sono pensieri sconclusionati, che forse mi faranno apparire snob? Strana? Da ricovero? Immatura?

Non lo so.

Ma sono certa di una cosa, il bello che vedo ogni giorno sui social è una meraviglia, è invitante, è inebriante, ma è il presente, questo nuovo presente con cui devo farei conti, che devo vivere appieno imparando davvero ad accontentarmi.

A ritrovarmi.

A smettere di irritarmi se le cose non vanno per il verso giusto, perchè in fondo, forse, non è poi tanto male ciò che ho e che mi aspetta.

(Deduco che i pensieri sconclusionati siano frutto delle medicine che sto prendendo, forse!).

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