i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.
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Lavorare da casa, 5 regole per non distrarsi troppo

Lavorare da casa, dopo anni di vita da pendolare, è sicuramente stata una grandissima novità per me.

Un modo completamente nuovo di lavorare che agli occhi di molti può sembrare una grande fortuna (e in parte lo è tantissimo), ma a volte può diventare controproducente.

E’ facile distrarsi, è facile cadere in tentazione avendo la cucina a portata di mano, è facile perdere la concentrazione, è facile prendersi meno cura di se stessi, insomma lavorare da casa non è tutto rose e fiori.

Ecco perché negli anni ho cercato di organizzarmi con qualche regola in più per gestire al meglio le giornate lavorative.

Lavorare da casa, 5 regole per non distrarsi troppo

(e non assomigliare ad uno zombie).

1)         Innanzi tutto occorre creare un angolino ad uso ufficio.

Se inizialmente lavoravo sfruttando il tavolo in cucina, spesso mi sono ritrovata appollaiata sul divano o nel letto, con tanto di copertina e tazza di tè fumante sul comodino.

Pessima idea!

Così, navigando in rete alla ricerca di ispirazione, ho scovato il portale Lions Home, lo conoscete? Oltre a mobili ed oggetti d’arredo, si trovano spunti ed utili idee, ma soprattutto si scovano ghiotte offerte grazie al portale che compara oggetti e tariffe, così da trovare quello che cercate al miglior prezzo.

Per armonizzare il tutto con la casa ho scelto una scrivania in legno ed oggetti d’arredo a tema viaggio, che ben si sposano con il resto dell’arredamento. Non volevo una zona ufficio anonima, spenta e moderna, volevo un angolino tutto per me con un mio tocco personale.

Chi entra in casa per la prima volta non fa fatica a capire che amo Parigi e New York, ho stampe, quadri e souvenir praticamente ovunque.

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2)         Organizzare la giornata lavorativa.

Imperativo e tassativo.

All’inizio mi sono buttata a capofitto nel lavoro, con numerose pause pranzo davanti al pc, nessuna pausa per sgranchirmi le gambe, con indosso una tuta da ginnastica e chiudendomi in casa anche per giorni.

Un incubo!

Immaginate la faccia di Lui la sera al ritorno a casa vedendo una pazza, io, con le occhiaie incollata al pc .

Superata la fase lavoro ossessivo, ho cominciato ad organizzarmi, a darmi degli orari e delle scadenze più soft, a optare per una pausa caffè dopo pranzo con un’amica, ma soprattutto mi sono imposta di uscire anche nei giorni in cui non ho impegni professionali fuori casa o cose da fare. Il rischio di essere schiava del lavoro era diventato realtà trasformando una piacevole opportunità lavorativa in un incubo.

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3)         Evitare le distrazioni, ovvero come star lontani dalla cucina.

Per una golosa come me lavorare da casa all’inizio è stato un trauma. Biscotti, cioccolata e frigorifero a portata di mano sono state tentazioni a cui non riuscivo a resistere.

Con la scusa di fare una pausa dal pc, finivo inevitabilmente a sgranocchiare qualcosa fuori pasto.

Anche qui, con una buona dose di organizzazione, una Nutella che ormai non compro da anni, e tanto autocontrollo, ho smesso di fare fughe in cucina, concedendomi però il solito rito del tè nel pomeriggio (e due biscotti light, di quelli che sanno di poco, senza latte, senza uova, senza zucchero).

4)         Lavorare da casa significa lavorare!

Concetto sconosciuto soprattutto alla famiglia. Agli inizi mia mamma piombava a casa ogni momento, senza preavviso, con la solita scusa “ero nei paraggi e ho pensato di venirti a trovare” oppure “visto che oggi non hai da fare, ci vediamo?”.

Difficile all’inizio far capire a mamma, sorella e qualche amica, che lavorare da casa non significa stare sul divano davanti alla tv.

Che se anche non hai un’agenda fissa ed orari scanditi, non vuol dire che non stai lavorando.

Piano piano però sono riuscita a far capire loro che sono a casa e lavoro, e spesso ammetto di non rispondere neanche a chi suona il campanello per evitare distrazioni (che tanto lo so che è sempre la Signora che cerca di vendermi l’aspirapolvere, o la vicina di casa che ha voglia di fare due chiacchiere).

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5)         Se tra i consigli per lavorare da casa senza distrazioni c’è quello di organizzarsi al meglio, c’è un altro aspetto che ho capito e corretto negli anni.

Evitare di cadere in tentazione verso il lavoro anche quando si può tranquillamente rimandare e non vi è niente di urgente da gestire.

Il guaio è questo.

Una volta tornata a casa dall’ufficio ero solita non pensare al lavoro, tranne in casi di emergenza ovvio, mentre lavorando da casa avendo tutto sotto gli occhi, a volte anche le cose non urgenti e facilmente rimandabili diventavano per me “cose da fare” subito.

Un disastro dopo l’altro.

Dopo otto ore davanti al pc ricominciavo a lavorare dopo cena e nel weekend senza che fosse richiesto.

Leggevo e rispondevo alle e-mail ad ogni ora, abituando così i clienti a sentirsi liberi di scrivermi in ogni momento (a volte rispondevo ai messaggi anche all’una di notte).

Altrochè stress, lavorare da casa mi rendeva più nevrotica che mai (e sempre più zombie).

E così ho cominciato a rispettare la mia tabella di marcia, imponendo a me stessa e di conseguenza agli altri, orari di lavori normali, ed evitando di sobbalzare al suono di ogni messaggio o e-mail.

Il primo passo verso la svolta?

Ho cominciato a riporre via agenda, block notes, cataloghi, tutto il materiale da ufficio. Sembrerà banale, ma non avere sotto gli occhi il lavoro mi ha aiutata a rilassarmi molto di più e a smettere di sedermi alla scrivania in ogni momento, anche quando potevo decisamente farne a meno.

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Lavorare da casa è sicuramente un’opportunità che ho gradito e colto al volo, anche se ogni tanto mi manca l’aspetto conviviale dell’ufficio, le chiacchiere con l’amica e collega in pausa o durante il tragitto casa/ufficio.

Mi manca la condivisione, ma anche la collaborazione.

Il mio è un lavoro che si fa in solitaria, vero, ma ci sono giorni in cui mi pesa un po’ questo letargo casalingo.

Il rimedio numero uno?

Beh concedersi weekend fuori porta e qualche break ogni tanto, un toccasana ed una fortuna non avendo giorni di ferie da rispettare. Se non ho impegni improrogabili, o urgenze da gestire, partire per un viaggio o una mini vacanza è sicuramente l’aspetto migliore del lavorare da casa.

Ah dimenticavo, c’è ancora un rimedio che secondo me aiuta per gestire lo stress del lavoro da casa, ma non sono ancora riuscita a metterlo in pratica.

Vorrei un gattone coccolone che mi faccia compagnia soprattutto nelle mie giornate di lavoro in solitaria, che ne dite?

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(Photocredit: pexels.com/Pinterest)

6 Discussions on
“Lavorare da casa, 5 regole per non distrarsi troppo”
  • Io sono “inchiodata” in ufficio 8 ore, e nel resto del tempo incastro bimba, casa e marito, un disastro :-) Lavorare da casa non mi dispiacerebbe però credo che mi mancherebbero gli aspetti che hai elencato.. per quanto riguarda il gattone, ne ho una casa che mi aspetta, e te lo stra consiglio !

    • Grazie Daniela, sul gattone ci sto lavorando su da un po’ mannaggia ;) E’ una situazione nuova in cui mi sono ritrovata non per scelta, ma ammetto che ha i suoi pro e contro, ma per ora mi sento soddisfatta e ho smesso di assomigliare ad uno zombie che vagava per la casa in tuta tutto il giorno ;) e ho bandito i miei amati biscotti eh eh

  • Presente!
    Anche io lavoro da casa e sono caduta, all’inizio, in tutti gli errori che hai citato. L’ultimo? Lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte, abitudine che sto cercando di sradicare in questo periodo (che fatica resistere alla tentazione di mettersi al pc il sabato “giusto per finire quella cosa”….)

    Soprattutto quando vivevo a Roma mi mancava tanto la vicinanza di qualcuno con cui poter prendere un caffè. La prossima volta che mi sentirò sola mi ricorderò che ci sei anche tu con cui posso prendere un caffè virtuale! E se abiti vicino a Bologna magari anche dal vivo! ;-)

    • Grazie del commento Elisa! Diciamo che mi sto dando delle regole, perchè altrimenti, oltre ad essere fuori forma, rischio di girare in tondo e lavorare troppo o troppo poco ;) Caffè quando vuoi!!!

    • Agli occhi di molti siamo fortunate, vero, ma staccare la spina a volte è davvero difficile. Grazie x essere passata sul blog.

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