i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.

SAN FRANCISCO, QUESTIONE DI FEELING

Le città americane spesso non ammettono mezze misure: piacciono o non piacciono, suscitano emozioni oppure risultano insipide, senza sapore, senza clamore. E San Francisco?

Eccola qui San Francisco, prima tappa del mio on the road in California, sulla quale non ho ancora le idee chiare, e con la quale non mi sono trovata subito in sintonia.

Questione di feeling? Forse.

Sarà che io e San Francisco non ci siamo capite.

Sarà che mi sono lasciata sopraffare da lei, dal suo essere così diversa da come me l’aspettavo. Sarà per il vento a tratti pungente e fastidioso, sarà per gli edifici, parecchi dei quali davvero fatiscenti, sarà per i tanti senzatetto, insomma sarà che io la immaginavo veramente diversa.

Il mio tour della città inizia da Union Square, cuore della città.

E già qui ti aspetti qualcosa di affascinante, insomma è la piazza principale, quella dove si concentrano le boutique, gli alberghi di lusso, e invece a me questo luogo non dice proprio niente (e se poi si aggiunge che si trova a due passi del quartiere “Tenderloin”, un vero ghetto dove sono confinati barboni e disadattati, beh non è propriamente il massimo).

San Francisco Union Square

Proseguo lungo la “Dragon’s gate” per visitare Chinatown, dove risiede la più grande comunità cinese d’America, proprio qui a San Francisco. Qui gli edifici sono a forma di classiche pagode,  i negozi alimentari espongono anatre laccate alla pechinese e cibo di ogni tipo e colore; tutt’intorno è un brulicare di ristoranti, negozi di giada e avorio, tappeti,  ed un’accozzaglia di oggetti piuttosto kitsch messi in mostra.

San Francisco Chinatown

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Passeggio lungo North beach, tra bar e locali di chiara origine italiana e, tra lo stupore nell’ ammirare la pendenza delle strade, raggiungo in un paio d’ore il “Pier 39”, che in un attimo mi ricorda la “Main Street” di Disneyland tra i suoi caffè, ristoranti e negozi di souvenir.

Dopo una foto ai protagonisti del Pier 39, i chiassosi e narcisi leoni marini, proseguo in cerca di qualcosa che possa stupirmi, emozionarmi, ma neanche “Fisherman’s Wharf”, sicuramente il luogo più turistico di San Francisco, non attira troppo la mia attenzione.

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Ai piedi di Ghirardelli Square riesco a scorgere in lontananza lui, il Golden Gate Bridge, che si staglia lungo il panorama sotto un cielo azzurro, e sono grata di questa fortuna perché posso ammirarlo senza la sua caratteristica nebbia che lo avvolge.

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Non basta curiosare lungo la strada più tortuosa “Lombard Street” o ammirare la vista della città dall’alto della collina di Russian hill, in questo primo giorno a San Francisco.

Non accade nessuna magia e io sono ancora qui che mi domando perché io e Frisco non riusciamo a diventare amiche.

E poi capisco.

Non sei tu San Francisco il problema.

Sono io che mi aspetto sempre di trovare città dalle strade linde e pulite, con palazzi eleganti e mezzi pubblici puntuali ed efficienti (nel prossimo post vi darò alcuni utili consigli su come muovervi in città); sono io che sono sempre troppo prevenuta e al primo impatto tendo a giudicare, troppo e troppo in fretta.

Ho sbagliato Frisco, tu hai un’anima vera, che pulsa ed emerge in tutta la sua franchezza, tra edifici un po’ decadenti, tra grattacieli piuttosto orrendi e strade sconnesse.

Non cerchi di apparire, non ti metti in mostra, non sei glamour o alla moda, sei semplicemente te stessa e spetta a me trovare la giusta connessione per instaurare quel feeling capace di regalare emozioni.

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San Francisco

Ci riprovo nei giorni seguenti e capisco che l’unico modo per conoscere veramente San Francisco è lasciare per un attimo la guida di viaggio e la macchina fotografica nello zaino, smettere di cercare un qualcosa che forse qui non troverò mai,  e iniziare a vivere e a vedere la città con occhi nuovi, senza puzza sotto il naso insomma.

Mi ritrovo a chiacchierare con i tifosi dei “Giants” diretti allo stadio per la partita di baseball; cerco di carpire di più sulla tua storia da una guida turistica e da un taxista che ci racconta di Alcatraz, del grande terremoto che ha devastato la città e del monumento a forma di freccia di cupido che mi trovo davanti.

Passeggio curiosando tra il “Ferry Plaza Farmers Market”, prendo un tè nel “Japanese Garden”, faccio la fila per salire su un cable car (senza successo), e ammiro con calma la città sotto questo cielo così azzurro, sgombro di nuvole mentre sfreccio in auto lungo il Golden Gate Bridge, l’icona assoluta di San Francisco.

E da li, dall’altra parte del ponte finalmente ti vedo, per quella che sei.

Non devo darti una seconda chance San Francisco, devo solo entrare in contatto con te piano piano, in punta di piedi, senza pretendere nulla in cambio, così da poterti apprezzare davvero per come sei.

San Francisco

San Francisco

San Francisco

10 Discussions on
“SAN FRANCISCO, QUESTIONE DI FEELING”
  • San Francisco a me ha conquistato subito…
    Son partita completamente senza aspettative e ho trovato una città che ho adorato!
    Ok, magari togliamo il freddo pungente anche il 15 agosto e i tanti barboni, quello si…

    • Avevo aspettative diverse, ma l’erroe è stato mio, non dovevo basarmi su strade, clima e barboni x dare giudizi, ma a volte un’occhiata frettolosa in una giornata no mi fa vedere le cose sotto una luce sbagliata….fortuna che avrò modo di ritornare x viverla con i tempi giusti (in gruppo può essere faticoso eh eh ). Un abbraccio

  • A me è successo con Amsterdam, è una città europea quindi la questione è automaticamente diversa ma per oltre due giorni vagavo senza troppo entusiasmo e tutte le strade mi sembravano uguali. Carina, bizzarra, belli i musei e le casette, i canali, ok. Forse questione di feeling, oppure ero io ad essere distratta e poco sintonizzata. Chissà magari ci torno tra qualche anno e mi fa impazzire. Una seconda possibilità sempre.

    • Vedi è pazzesca questa cosa, xchè invece io di Amsterdam mi sono innamorata in un secondo, un vero colpo di fulmine 😉 Hai ragione, una seconda possibilità sempre! Purtroppo su San Francisco avevo aspettative altissime, e mi ha deluso perchè non ho saputo guardarla con gli occhi giusti. Tornare ora, così inaspettatamente sarà strano, ma chissà magari mi darà grandi emozioni 😉 Grazie per essere passata sul blog Caterina. Buoni nuovi Viaggi. PS: se vuoi tornare ad Amsterdam ci sono eh 😉

  • Ho avuto la tua steasa sensazione: una San Francisco che pensavo fosse diversa con cio che da fuori offre: una sillicon valley, Alcatraz ecc.. Ma tutto si é spento in un attimo. Camminare per le vie buie e a volte pure malfamate non é stato piacevole. La sua particolaritá come ben hai detto sta nel scoprirla a nudo, peccato che per me sia stato pressoché inpossibile!

    • Stesse mie sensazioni, ed è un peccato xchè ha un potenziale enorme come città…ma forse mette a nudo quella che è la realtà delle grandi metropoli americane. O forse averla vista con chi ci vive mi ha dato un punto di osservazione diverso. Ti farò sapere al mio ritorno, perchè spero di poter assaporare di più di Frisco.

  • Ho anche io provato la stessa esperienza. Ero stata a San Francisco nel 2007 in viaggio studio e avevo adorato la città. Non mi era parsa poco sicura e non avevo notato il disagio nelle strade. Ci sono tornata questo Aprile e tante cose sono cambiate in 10 anni… Probabilmente anche io e la mia prospettiva, avendo visitato e vissuto in città che mi hanno dato un metro di paragone più ampio.
    Ci sono parti di San Francisco che sono davvero belle…Castro, alcuni scorci di Fisherman Wharf, Chinatown. Ma il feeling generale che questa città mi ha dato durante questa visita non è positivo e non so se ci tornerei ancora. E mette in evidenza problemi che sono presenti in molte città americane, che a San Francisco sono in qualche modo amplificati. Facci sapere se la tua prima impressione di San Francisco cambierà dopo la tua seconda visita.

    • Grazie per il tuo commento! Sono alla 3° visita di San Francisco (ho parenti che vivono li vicino), ed ho sempre pareri contrastanti. Ogni volta scopro angoli incredibili, e sotto il sole la zona della baia si mostra davvero in tutto il suo fascino. Però sono sincera, se non avessi i cognati da andare a trovare, non tornerei a visitare San Francisco, non è tra le città che amo.

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