i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.

“SPEAKEASY”: i locali segreti a New York

L’altra sera si parlava di New York durante una cena, ascoltando i racconti di un amico appena rientrato da un soggiorno di quasi tre mesi. Un viaggio studio/lavoro che l’ha portato a conoscere non solo le bellezze e le attrazioni turistiche di Manhattan, ma anche e soprattutto luoghi e quartieri meno frequentati dal vortice turistico. E così ognuno di noi si è messo a raccontare della “propria” New York e dei momenti vissuti.

E mentre stavo raccontando della mia “bevuta” illegale a Central Park (sorseggiavo una birra in pubblico ed è severamente vietato e punibile per legge), ecco che lui mi chiede: “Ma tu ci sei stata in uno “speakeasy”?”

“Uno speak che cosa?” Ovviamente incuriosita gli ho chiesto subito dettagli ed informazioni su questi “speakeasy”, ovvero locali/bar misteriosi e quasi segreti.

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Si tratta di bar clandestini, noti e nati durante il periodo del proibizionismo, negli anni ’20 e ’30, dove a New York regnava “la mala” e questi club erano appunto il rifugio di loschi individui e “femme fatale” e dove si servivano illegalmente alcolici.

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Adesso pare siano tornati di moda e così può capitare, soprattutto se conoscete qualcuno che li ha già frequentati almeno una volta, di entrare in un barbiere, o meglio in quello che credete essere un “barber shop” e accedere poi in un bar (è il caso del locale “The Blind Barber”). Oppure scendere le scale, entrare in uno scantinato polveroso e poi finire dritti in un lounge bar elegante.

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Non serve la parola d’ordine per entrare, né un invito, semplicemente bisogna scovare l’indirizzo, avere ovviamente più di 21 anni, ed è consigliato riservare un posto. Alcuni locali sono concentrati nella zona dell’East Village e nel quartiere di Nolita, dove personalmente ricordo di aver sceso dei gradini di un vecchio palazzo, aver seguito alcuni amici dietro ad un’anonima porta di ferro, e poi essere entrata in un elegante bar/ristorante stracolmo ed esserne uscita subito. Ecco cos’era! Forse uno “speakeasy”?!

Alcuni indirizzi di questi locali si trovano però anche su internet, quindi non sono così segreti ed esclusivi, ma altri conservano il loro alone di fascino e mistero ed è difficilissimo scovarli ed entrare.

Il più noto è il “Please don’t Tell”, forse il meno misterioso di tutti, ma curioso locale il cui accesso avviene proprio da una cabina telefonica, e poi il “Nitecap” situato nel Lower East Side, che vanta una lista di cocktail di oltre venti pagine.

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In questi locali si possono degustare ottimi cocktail, ma sono un po’ più cari rispetto ai normali bar, è doverosa una cospicua mancia, ed è richiesto un abbigliamento non troppo casual (per intenderci se come me siete in giro da ore a New York con la classica divisa da turista, ovvero felpa e sneaker, magari è il caso di andare a cambiarsi prima di entrare).

Detto questo, se vi è capitato di andarci fatemelo sapere, e se invece avete in programma un viaggetto a New York cercate di scoprirli 😉 e fatemi sapere se ne avete visitato qualcuno.

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(Tutte le fotografie pubblicate sono state prese da internet, perché se aspetto di vedere le migliaia di foto scattate dal mio amico, questo post mi sa che non andrebbe mai on line in tempi brevi ).

12 Discussions on
““SPEAKEASY”: i locali segreti a New York”
  • Bellissimo questo post. Sai, ne avevo sentito parlare ed ero proprio curiosa di vederli questi locali nascosti ma, una volta a New York, me ne sono proprio dimenticata! A New York il tempo vola proprio…si vorrebbero fare e vedere milioni di cose, e qualcosa sfugge sempre!

    • Grazie! Hai pienamente ragione, ci sono così tante cose da fare a New York, io ero piena di indirizzi di cose da vedere, ma una volta arrivata la città mi ha rapita e mi sono lasciata trasportare. Sono rimasta solo 5 giorni quindi ho davvero visto poco, ma questo mio amico in tre mesi è riuscito a scovare dei posti molto interessanti. Un motivo in più per tornare tra qualche anno 😉 Baci cara!

    • Grazie mille amica! Davvero peccato non averlo saputo prima…ci dovrai tornare prima o poi no?! 😉 Te l’avevo detto New York fa quest’effetto, provoca dipendenza!!!

  • A Luglio torno a New York per la seconda volta e ho già messo una bella stellina su questo post. Sono i post perfetti da scoprire in una seconda volta in città ;)!! Sempre blog bellissimo, complimenti.

    • Grazie mille Veronica! Buon ritorno allora. Eh già averlo saputo prima avrei cercato anche io questi locali 😉 il bello dei blog è proprio questo poter scovare info utili per arricchire al meglio il nostro viaggio. Beh buona New York, spero di tornarci prestissimo 😉 grazie per i complimenti, grazie grazie. Un abbraccio.

      • Sono completamente d’accoro con te, ho aperto il mio blog esattamente per questo motivo, io uso tantissimo i blog nei miei viaggi!!! A prestissimo, un abbraccio 🙂

  • Ciao Monique, bello il blog, complimenti 🙂

    Un suggerimento. La prossima volta che ti trovi a NY vai a The Back Room non facilissimo da trovare (102 Norfolk St. +1 212-228-5098) nel Lower East Side, oggi super-posh ma un tempo abitata dagli ultimi arrivati tra gli immigrati, insomma quella che era considerata la feccia. E’ uno dei due speakesy che sono rimasti aperti dagli anni ’20 fino ad oggi. All’ingresso (non aspettarti un’insegna..ma segui un cartello che indica “Lower East Side Toy Company” passa un cancelletto in ferro, scendi qualche gradino e addentrati in un vicoletto stretto per arrivare al cortile di entrata) c’e’ un bouncer di due metri grosso come un’armadio che controlla i documenti a tutti prima di ammetterli dentro. Non si entra sotto i 25 anni. Il locale si sviluppa in due sale e nella seconda, nascosta da una finta libreria si accede (idealmente) alla famosa ‘back room’. “Idealmente” perche’ il problema e’ che e’ impossibile entrarci se non sei invitato da uno dei proprietari, si dice che sia di proprieta’ di Tim Robbins e Susan Sarandon, io le volte che sono andato non ho mai riconosciuto nessuna ‘celebrity’ ma mi sono gustato un cocktail servito in una tazzina da the (la birra e’ servita con un sacchetto di carta a nasconderne il contenuto). Buon divertimento!
    Igor (nato a Milano, naturalizzato Americano, a NY dal 1986 ma ora vivo tra Bangkok e NY e AMO AMO AMO NY!

    • Wow Igor grazie per i dettagli! Negli Speakeasy ci è andato un amico la scorsa estate in compagnia di newyorkese che sapeva dove trovare i locali 😉 chissà magari in futuro avrò modo di andarci anche io, spero. Grazie mille buoni viaggi ti auguro di tornare a NY presto allora.

    • Ezio, me ne ha parlato un amico che ne ha visti un po’ 😉 Alcuni sono ormai noti e turistici, si trovano gli indirizzi anche on line, altri invece nascondono ancora un po’ un fascino d’altri tempi. Un motivo in più per tornare a New York! Grazie per essere passato sul blog.

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