i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.

#UNVIAGGIOVINTAGE – PRIMA VOLTA NEGLI STATI UNITI

Navigando sui principali social network ho scoperto questa iniziativa curiosa proposta da Monica di alla ricerca di Shambala una blogger che seguo con piacere. L’iniziativa si chiama #unviaggiovintage e consiste nel raccontare di un “vecchio” viaggio, vintage appunto, con tanto di fotografie scattate quando ancora le macchine fotografiche digitali potevano sembrare un futuro molto lontano.

Correva infatti l’anno 1999 ed io, giovane matricola universitaria, già scalpitavo per partire per un viaggio tra un esame e l’altro. Così decido di raggiungere un caro amico, che studiava in Florida, per festeggiare insieme l’arrivo del nuovo millennio.

Il ’99 è stato l’anno dei primi viaggi: prima volta a Londra, a conclusione di una vacanza studio nel sud dell’Inghilterra, poi Parigi ed infine, per concludere in bellezza, il primo volo in solitaria oltre i confini europei, destinazione il caldo stato della Florida.

A settembre inizia l’organizzazione del mio viaggio che incontra subito una brusca frenata appena scopro il costo dei biglietti aerei per Miami in dicembre, praticamente due anni di tasse universitarie.

Tento con un volo non diretto, sperando di spendere un pochino meno, ma a tre mesi prima della mia partenza sono già in lista di attesa su due compagnie aeree diverse. E così decido di iniziare il nostro tour da Orlando (perché chi mi conosce sa del mio amore smisurato per tutto ciò che è “Disney”) nella speranza di trovare un biglietto aereo che non prosciughi i miei risparmi.

La partenza è fissata per il 26 dicembre da Torino e prevede due scali aerei, uno in Svizzera e uno ad Atlanta, il più grande aeroporto d’America per intenderci, ed io ovviamente sono al mio primo viaggio in solitaria, preoccupata?

Non più di tanto in realtà, la voglia di partire è talmente grande che non mi frena nessuno.

Tranne il vento, un vento così forte che fa ritardare il mio volo in partenza da Torino di oltre due ore.

Cominciano bene.

miamibeach_florida_iviaggidimonique

Finalmente a bordo di un piccolo aereo a elica, un “jumbolino” da 50 posti, ha inizio il mio viaggio con una ricca colazione con succo d’arancia, croissant e delizioso cioccolato svizzero (cosa riescono a fare due coccole golose in questi casi ).

A Zurigo la prima amara sorpresa, ho perso la coincidenza per Atlanta.

Niente di che, mi dico, salirò sul prossimo volo!

Peccato che nella mia stessa situazione si trovi praticamente mezzo aeroporto, causa cattive condizioni del tempo gran parte dei passeggeri europei è bloccata qui e la coda al banco informazioni della “Delta Airlines” è lunga un chilometro.

Finalmente il mio turno, la sorridente hostess mi inserisce sul volo delle ore 14, essendo sola per me è più facile trovare un posto libero, mi congeda regalandomi una tessera telefonica per chiamare in Europa e un buono omaggio da spendere in aeroporto.

Ritrovato il sorriso avviso i miei genitori (ai tempi mica avevo il cellulare con me; per andare negli Stati Uniti bisognava dotarsi di cellulari “quadriband”, spessi come due telecomandi, ultra cari e con tariffe roaming internazionali che richiedevano un mutuo).

Io sono un po’ agitata da tutti questi contrattempi, comincio a chiedermi se non sia il destino che mi vuole a terra e non in volo, ma una volta sentita la mia mamma, tranquilla e serena, mi appisolo su una poltrona nella sala dell’attesa.

Alle 13 ecco l’annuncio: “Signori il vostro volo subirà un ritardo indefinito causa guasto tecnico”.

“Cosa? Un guasto tecnico su un volo intercontinentale?”, e chi ci sale più…

Paura e delirio sono in me e il mio livello di zuccheri è al limite storico, così utilizzo il mio voucher per acquistare cioccolato e biscotti per tirarmi su.

Alle 18 finalmente inizia l’imbarco sull’aereo e mentre salgo rivolgo una piccola preghierina al cielo, emetto un sospiro lunghissimo e tengo stretti i biscotti a me cercando quel poco di coraggio rimasto.

Sono pronta a partire per l’America!

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Le peripezie continuano: a bordo mi hanno assegnato il posto vicino al portellone di emergenza, (ma un po’ di fortuna no?) e mi faccio subito spostare con non poco entusiasmo da parte delle hostess.

Le ore trascorrono tranquille guardando due film ed ammirando l’aurora boreale dal finestrino proprio mentre sorvoliamo all’altezza del Nord Europa, il tutto mentre sto divorando le lasagne (se continua così arriverò in Florida con almeno due chili in più).

A mezzanotte, ora locale americana, sono ad Atlanta, sola, senza più un volo che mi porti a destinazione a Orlando ed ovviamente senza valigia.

Eh già perché vuoi che le sorprese siano finite?

Eh no la mia valigia è rimasta a Zurigo!

Al controllo dogana una poliziotta gentile mi rassicura mentre io sono ormai prossima alle lacrime, trasmette un messaggio elettronico in aeroporto ad Orlando per avvisare il mio caro amico,  fermo lì da ore ad aspettare, e mi consegna nuovi voucher: uno per il pernottamento in motel per la notte (soggiorno offerto dalla compagnia aerea), e uno da utilizzare in aeroporto per acquistare beni di prima necessità, oltre un kit con tanto di spazzolino e dentifricio.

Io e il mio bagaglio a mano crolliamo nell’immensa camera del motel “Days inn” ad Atlanta, fronte aeroporto, non prima di aver chiamato casa ancora una volta con tanto di addebito sulla carta di credito di mio padre, che me l’aveva prestata con la più classica raccomandazione “da utilizzare solo in casi di emergenza” (verranno addebitati 70 dollari per questa chiamata) e aver rassicurato mia madre, che in realtà mezza addormentata mi dice “tesoro non ti preoccupare, gli imprevisti capitano”.

“Ma così tanti?” mi domando io.

La mattina l’autista che mi riporta in aeroporto è sorridente e curioso, mi dice di amare l’Italia e la pizza, (e chi aveva dubbi) e per colazione mi offre donuts e muffin a volontà che avvolgo in tovaglioli e sistemo nella mia borsa, non si sa mai, e mi augura buon viaggio.

Un ultimo volo mi separa dalla Florida.

#unviaggiovintage_iviaggidimonique

Nell’immenso aeroporto di Atlanta utilizzo il mio ennesimo buono omaggio per l’acquisto di beni di prima necessità entrando in una profumeria (sono struccata da due giorni e per me ai tempi era un vero disastro), e finalmente in un batter d’occhio atterro a destinazione, dove lui è li ad aspettarmi con un sorriso e con in mano un peluche di “Pippo”, uno dei personaggi più sfortunati della Disney (che mi voglia dire qualcosa?).

Questo il resoconto di un viaggio, il primo che mi ha fatto venir voglia di scoprire gli Stati Uniti da cui sono attratta tutt’ora.

Il primo viaggio che mi ha fatto scoprire, non solo una parte di mondo tutta nuova, ma anche una parte di me, ai tempi cullata dalla routine di provincia, e ora sempre pronta a partire.

Dimenticavo, la mia valigia è poi arrivata ad Orlando dopo due giorni, quindi direi che tutto sommato è andata bene.

Nel prossimo post vi racconto qualcosa in più della Florida e di una piccola cittadina che si chiama “Clearwater beach”, un posticino carino affacciato sul Golfo del Messico.

E voi avete #unviaggiovintage da raccontare?

Condividelo con http://allaricercadishambala.it/eventi/unviaggiovintage

Florida-Walt Disney World

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14 Discussions on
“#UNVIAGGIOVINTAGE – PRIMA VOLTA NEGLI STATI UNITI”
  • Ma ciaooo, felice tu faccia parte della truppa #unviaggiovintage! eh si, l’ho lanciata con qualche timore e invece stanno partecipando tante persone, tanti articoli, e ne sta venendo fuori qualcosa di davvero carino. Per essere agli inizi e alla tua prima esperienza oltreoceano e per di più da sola… ti sei trovata una bella “patata bollente”. Le coincidenze aeree, quando sorge qualche problema, anche a me dopo anni di voli mettono una certa ansia. E nonostante gli imprevisti direi che te le sei cavata alla grande. E’ stato un ottimo “stress test” 🙂 Grazie mille di aver partecipato e condiviso con noi il tuo battesimo americano. Monica

    • Grazie a te Monica, è bello poter rispolverare non solo vecchie (e aggiungo terribili foto), ma soprattutto i ricordi di un viaggio che è stato importante sotto tanti punti di vista, la tua è stata una piacevole iniziativa…(meno piacevoli gli addebiti sul conto corrente di mio papà ai tempi, diciamo che ho abusato un po’ della carta di credito “per le emergenze” eheheh).

  • Che bello il tuo primo viaggione e viaggio vintage! Capisco la tua passione smisurata per la Disney ed il suo fantastico mondo, io pure faccio parte del club!
    Da hostess ti dico che finché l’aereo non è ok non si parte: meglio un mega ritardo che un volo a rischio, giusto?
    Il mio viaggio vintage è stato il Marocco nel 2003, le foto purtroppo sono andate perse (un album cartaceo…probabilmente smarrito tra i mille mila traslochi) quindi nel mio post ho dovuto inserire foto di altre volte in cui ci sono stata! Ho scritto il mio post senza sapere dell’hashtag viaggiovintage…potrei però inserirlo!
    Tornando al tuo viaggio negli USA che ispirano tantissimo anche me sono curiosa di leggere del paesino che hai scoperto quando eri in Florida!

    • Grazie mille! Concordo con te, meglio un guasto, un lungo tempo di attesa per la riparazione e poi via in volo…ma tutte a me però dovevano capitare? ehehe diciamo che questa prima avventura ha dato inizio a tanti viaggi 😉 il Marocco però mi manca, non ci sono ancora stata. Presto un post con il racconto del mio viaggetto in Florida, con incluso Disneyworld ovvio 😉 anche se di foto ne sono rimaste pochissimi! Che odio quando ne scattavi a centinaia e poi amara sorpresa una volta stampate. Buoni viaggi, corro a leggere il tuo blog.

  • Ma che bella iniziativa, davvero divertente ed emozionante!:) Sei stata anche in Florida, quindi: non vedo l’ora di scoprire questo stato grazie ai tuoi post!;)

    • A raccontarlo ora mi divrte un sacco, ma dovevi vedere la mia faccia prima di salire sul volo per gli Stati Uniti, ero pallida come un fantasma con le lacrime agli occhi 😉 presto dettagli sulla Florida, ma con pochissime foto purtroppo.

  • Cavolo che sfiga, e che coraggio ad andartene in America tutta sola!!! Bravissima, e questo racconto mi conforta un pochino: non sono io la viaggiatrice più sfigata d’Europa 😛

    • Eh eh Pam hai detto bene che sfiga! Diciamo che a vent’anni sembrava tutto più difficile, ma ora rimangono ricordi diventerti a cui pensare 😉 Buoni viaggi a te ciau

    • Altrochè! Direi una serie di sfighe infinite, ma ora ci rido su…ai tempi diciamo che ho affogato l’ansia nei dolci mentre ero in viaggio. eheheh 😉

  • Oddio che avventura! Certo che per non scoraggiarti hai davvero una gran forza d’animo 🙂
    Bellissima l’iniziativa #unviaggiovintage!

    • Grazie mille Lu! in realtà un momento di smarrimento l’ho avuto, ma la voglia di arrivare a destinazione era troppo forte. Sarà stata l’adrenalina, la prima volta negli USA, era quasi irreale eheh e poi ho esagerato con il cioccolato che mi ha tenuta su 😉 Buoni Viaggi

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