i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.

“ZIA, NON HAI PAURA IN GIRO PER IL MONDO?”

“Zia, non hai paura in giro per il mondo?”
A farmi questa domanda è mio nipote di 7 anni che, con i suoi occhi curiosi, di fronte alle immagini che scorrono in televisione in questi giorni sui fatti di Parigi, mi guarda con un po’ di paura.

Stavo cambiando canale in tv, per evitare telegiornali e immagini un po’ troppo pesanti per un bambino, quando lui compare in cucina e io per un momento non me ne accorgo.

E si sa i bimbi sono curiosi e a volte attratti da ciò che in realtà non dovrebbero vedere, e così alla vista di queste terribili immagini di fatti accaduti nella città che io adoro di più al mondo, ecco che lui in modo innocente mi fa riflettere.

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E comincio a chiedermi se davvero non ho paura quando sono in giro per il mondo; se non paura di ritornare a Parigi tra qualche mese, se non ho paura di prendere l’aereo, la metropolitana o di camminare in luoghi turistici e troppo affollati…

D’istinto rispondo “assolutamente no, non ho paura” con un gran sorriso stampato in faccia per rassicurarlo un po’.

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Inevitabilmente però mi tornano alla mente le immagini di luoghi che ho visitato e che mi hanno commosso, come il museo alla memoria, costruito nel luogo dove sono cadute le torri gemelle a New York e dove il nuovo “World Trade Center” è stato da poco inaugurato e ha sostituito un’immensa voragine, nella terra e negli occhi dei newyorkesi.

Il mio compagno, che anni prima su quelle torri era salito, qui ha avuto un brivido, come l’ho avuto io a Madrid.

Entrata nella stazione della metropolitana di “Atocha”, luogo di un attentato tanti anni fa, alla vista del grande orologio con le lancette ancora ferme, ho percepito per un attimo la paura, subito dissolta una volta fuori a passeggiare nei giardini del parco del “Buen Retiro”.

Paura o meglio ansia che a volte cresce quando succede qualcosa nelle città in cui vivono amici e persone care, come in questo caso, perché la mia più cara amica a Parigi vive a trecento metri dalla redazione del giornale francese.

E allora si, forse un po’ di paura in questo momento di andarmene in giro per il mondo c’è.

Quando sento di terremoti, alluvioni, allarmi tsunami, rimango incollata alla televisione, devastata da certe immagini e impotente mentre luoghi e persone si sgretolano a causa della forza della natura.

Perché succede anche questo in viaggio.

Si è sorpresi da temporali torrenziali, da scosse di terremoto, da cose che non siamo abituati a vivere e che forse neanche abbiamo mai conosciuto nella nostra routine e nel nostro luogo sicuro in cui abitiamo.

La voglia di partire, di scoprire, di viaggiare, di conoscere è però troppo forte per trattenermi.

E’ un qualcosa che sento dentro da sempre, io ferma non riesco proprio a stare, e forse è anche per questo che ho deciso di scrivere un blog, perché ho un posto tutto mio dove raccontare, dove sognare e dove programmare nuove mete.

Ciò che amo di più è l’euforia che provo molto prima di partire.

Quando inizio a fantasticare, a progettare e poi finalmente a prenotare il tanto desiderato viaggio.

E quando torno a casa, so che porto con me emozioni e sensazioni nuove, albe e tramonti, luoghi e sorrisi che sono il viaggio e che alimentano il mio bagaglio di ricordi.

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“Si Francy, zia non ha paura di andare in giro per il mondo, ha una voglia matta di scoprirlo”.

Forse ai suoi occhi sembro super coraggiosa (di fatto non è proprio così), fatto sta che dopo questa illuminante conversazione, il mio caro nipote mi risponde “Bene zia, allora visto che andrai a Parigi, perché non mi porti con te e andiamo insieme a Disneyland? Quello si che è un mondo tutto da scoprire”.

“I owned every second
That this world could give
I saw so many places
The things that I did
Yeah, with every broken bone
I swear I lived

– One Republic –

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10 Discussions on
““ZIA, NON HAI PAURA IN GIRO PER IL MONDO?””
  • Anche io l’altro giorno ero con la mia nipotina di un anno (che quindi per fortuna ancora non capisce) eppure ho cambiato canale.. perché spero che lei possa non vederne mai di situazioni simili, anche se so che non sarà così …
    Anche io avrei risposto allo stesso modo a quella domanda, perché é la verità! Anche se credo sia normale a volte pensarci quando si é in giro o quando si sentono queste cose!
    Io intanto mi sono il mio mondo senza queste brutture… un mondo bello, dove viaggiare servirebbe a tutti per capire qualcosa di più degli altri

    • Vero Elisa, ma una domanda così fatta da un bambino mi ha fatto riflettere un po’ forse perchè è imminente il ritorno a Parigi,o forse e soprattutto perchè quando succede qualcosa in luoghi dove ho persone care tutto sempre fare più paura…ma noi viaggiatrici forse amiamo scoprire il mondo anche per questo, per scoprire le sue bellezze. Un abbraccio 😉

  • Io ho risposto allo stesso modo a mia madre: lei odia muoversi anche di pochi km dalla mia città, e proprio non capisce perché i ‘pericoli’ me li vada a cercare. Ma come hai scritto tu, questa curiosità è troppo forte, personalmente non riesco proprio a frenarla, e alla fine sono felice che sia così: le emozioni di un viaggio sono un qualcosa di unico!

    • Hai perfettamente ragione…solo che una frase così semplice detta da un bambino mi ha fatto davvero riflettere per un attimo, non solo per cosa sta succedendo a Parigi, ma nel mondo in generale. Ma la voglia di conoscerlo questo pazzo mondo forse è troppo forte.

  • A volte ci penso anche io, mi chiedo se davvero non sia pericoloso andare in giro per il mondo in posti lontani da casa. Ma poi è più forte la curiosità e la voglia di scoprire il nostro bellissimo pianeta 🙂 anche io sembro coraggiosissima all’esterno ma qualche domanda me la faccio ogni tanto 🙂

    • Vero Valentina, la voglia di evadere è troppa per rimanere a casa…a volte però mio nipote diventa “saggio”, ma è già in lui la voglia di partire 😉 buoni viaggi.

    • Vero! ma per fortuna lui è ancora piccolo e non lo sa 😉 ma ha già voglia di viaggiare, il che non guasta anzi.

  • Che belle parole, mi son commossa, in particolare alla citazione finale. Aver paura è parte del pacchetto per chi decide di vivere in modo intenso.

    Ti racconto una cosa: avevo 16 anni quando ci sono stati gli attentati a Londra ed ero lì in vacanza studio. Avevo paura, com’è normale che sia, ma la domanda che rivolsi al professore è stata “quindi oggi rimarremo nel college e non vedremo niente?”.
    Non sono così coraggiosa, anzi, decisamente no. Ho paura di un sacco di cose, peró quando si tratta di scoprire, cambia qualcosa in me.

    • Grazie Elisa per le tue belle parole. Caspita eri a Londra, ricordo bene gli orrori di quei giorni visti solo in tv…capisco bene il tuo stato d’animo, anche io ho paura, ma la mia è più una paura di non poter vivere e vedere ciò che sogno. Ricordo che dopo gli attentati di Londra e Madrid, ai tempi vivevo a Milano, ogni tanto non avevo il coraggio di scendere in metropolitana, xchè questi fatti te la fanno davvero sentire vicina la “puzza” del terrore. Poi però la voglia di vivere è più forte, il coraggio ritorna e tutto sembra tornare alla normalità. Oggi però ho davvero tanta tristezza per i parigini, per dei giovani che semplicemente stavano trascorrendo un normale venerdì sera, proprio come il mio…un abbraccio Elisa e buoni viaggi, sempre!

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