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Diari di Viaggio

4 esperienze da fare a Venezia, sospese tra acqua e vetro

4 esperienze da fare a Venezia, sospese tra acqua e vetro

“Venezia! Esiste una città più ammirata, più celebrata, più cantata dai poeti, più desiderata dagli innamorati, più visitata e più illustre? Venezia! Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo?”
Così si è espresso lo scrittore Guy de Maupassant, vissuto nell’Ottocento, su una delle città più iconiche al mondo e che per questo merita di essere visitata più volte nella vita: una non sarebbe abbastanza, per rendere onore al suo fascino.
Oggi vi proponiamo qualcosa di diverso dal solito tour in piazza San Marco e dintorni, che pur non è assolutamente da disdegnare, alla ricerca di esperienze capaci di lasciare, nella memoria, un segno indelebile, sospese tra acqua e vetro: una tradizione, quest’ultima, che tanto lustro ha dato a quella che per secoli è stata chiamata… Serenissima.

A Murano, in visita a una vetreria

A Venezia, ma anche nel mondo, sono davvero tanti i negozi che propongono al loro interno le creazioni dei vetrai muranesi: professionisti talmente importanti da non poter lasciare il territorio della Veneta Repubblica per diversi secoli; un’audacia che in diversi hanno pagato con la vita, loro e dei propri cari.
Eppure, una cosa è ammirare in maniera statica questi oggetti, un’altra è viverli ed è quello che permette di fare un’esperienza in loco che preveda ad esempio una visita alla vetreria di Murano Ellegi Murano Glass. Sarà possibile assistere dal vivo alla lavorazione del vetro, con l’opportunità di acquistare sul momento gli articoli creati e persino interagire a tu per tu con un Maestro.
Qualcosa di adatto a persone di tutte le età, dando modo di approfondire e attingere direttamente a un sapere ricco di tante sfumature, esclusivo e di rara raffinatezza.

Un giro in gondola a Venezia: altro che esperienza per turisti

Può sembrare un’esperienza destinata soltanto al turismo di massa, ma se non fosse così? Fare un giro in gondola a Venezia significa vedere la laguna da una prospettiva diversa: da quella originaria, prima ancora che fosse predisposto nell’Ottocento il collegamento con la terraferma: un processo avviato nel 1846, con l’inaugurazione del Gran Ponte della Laguna Veneta.
Quello del gondoliere non è un mestiere qualunque: richiede, in maniera simile e al contempo diversa dal vetraio, una maestria rara. Ed è caratterizzato da un immaginario che tanto ha ispirato gli artisti che immancabilmente a Venezia soggiornano e hanno soggiornato.
Guardare palazzi veneziani dal mare è un’esperienza unica nel suo genere e dà modo di coglierne tanto la raffinatezza quanto la ricchezza e l’ingegnosità. Un incedere lento e maestoso che ci riporta a un tempo che in qualche modo continua a esserci, nonostante la frenesia della modernità.

Un concerto al Teatro “La Fenice”, tra storia, acustica e velato perfezionismo

Quando ci si reca davanti al Teatro “La Fenice” non è facile percepirne l’animo illustre. Occorre varcarne la soglia per ammirare gli interni e metterne alla prova l’acustica per acquisire una visione chiara della sua reale grandezza, qualcosa che si può fare pienamente soltanto assistendo di persona a un concerto.
Parliamo del resto di uno dei teatri più importanti al mondo, oggetto di diverse ricostruzioni a causa degli incendi, l’ultimo dei quali è avvenuto nel 1996. Il teatro è stato ripristinato nel segno del motto “com’era, dov’era”. La resilienza proverbiale dei veneziani è stata ripagata.
Il “La Fenice” vanta una programmazione imponente tutto l’anno e non mancano i concerti capaci di conquistare un pubblico sia colto che magari meno informato, ma pronto a mettersi in gioco; sotto questo punto di vista un’esperienza che merita è quella ad esempio del balletto, con i danzatori accompagnati da un’orchestra dal vivo: una rarità, al giorno d’oggi.

A Venezia, nel periodo del Carnevale

Inutile girarci intorno: Venezia è presa d’assalto dai turisti tutto l’anno ma certamente il momento di maggiore intensità è proprio quello del Carnevale: una tradizione antichissima, le cui origini risalgono al 1094.
Nonostante l’importante concentrazione di persone, vale davvero la pena visitare il territorio lagunare in questo periodo, così da percepire di persona un’atmosfera sfarzosa e giocosa, creativa e ironica.
Basterà camminare nei luoghi più iconici per sentirla, aggiungendo la partecipazione a uno spettacolo tra i tanti organizzati. Ci si sentirà più leggeri, riscoprendo una dimensione dell’animo umano che spesso, nella quotidianità, si è portati a mettere da parte.

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