Menu
Diari di Viaggio

Quattro giorni in Borgogna: itinerario lungo la strada dei Grands Crus

borgogna-itineario-strada-vini

Quattro giorni in Borgogna: il nostro itinerario lungo la strada dei vini Grands Crus.

Innanzi tutto, prima di portarvi con me in questo long weekend alla scoperta della Borgogna, è bene precisare che si tratta di una regione della Francia piuttosto estesa, e che per visitarla al meglio vi serviranno più di quattro giorni.

Noi abbiamo scelto di concentrarci lungo la strada dei vini Grands Crus, anche per una questione geografica perché si tratta del territorio più vicino al confine italiano (da dove vivo sono circa cinque ore di auto per raggiungere questa zona della Borgogna).

Inserita tra le Best in Travel 2022 da Lonely Planet, la Borgogna è stata una piacevole scoperta. Tra colline dove si intrecciano filari e vigneti, già nei tipici colori autunnali, a castelli storici ed eleganti dimore.

La Borgogna ha come capoluogo la città di Dijon, ma non mancano villaggi che sembrano usciti da un quadro, alcuni di questi praticamente deserti in questo ottobre in pieno mood autunnale.

Molti villaggi sorgono sugli argini del fiume Saona che attraversa la Borgogna, fiume che si può percorrere a bordo di battelli e sono un mezzo davvero caratteristico per visitare la regione.

La Borgogna si divide in quattro aree che a loro volta sono definite in base ai vitigni che si coltivano:

– la Strada dei Grandi Vini, che parte da Dijon e conduce a Santenay, passando da Nuits-St-Georges e Beaune;

– la Strada dei Vini Macônnais-Beaujolais, situata nella zona più meridionale dei vigneti della Borgogna, che tocca anche la graziosa cittadina di Cluny;

-proseguendo verso nord si trova invece la zona dedicata ai pregiati vini di Chablis e del Crémant;

-infine, molto più lontana, si trova la Strada dei Coteaux de Pouilly-Sancerre.

Per la parte dedicata ai vini non sono io l’esperta, di fatto è lui che ha seguito il corso da sommelier e che conosce molte di queste etichette pregiate, ma ecco che la Borgogna diventa luogo ideale per entrambi. Degustazioni di vino per lui e visite nei castelli per me, oltre alla scoperta di città come Beaune e Dijon che sono davvero due gioielli.

Itinerario di viaggio quattro giorni in Borgogna:

Giorno 1 Santenay e dintorni

Scegliamo come base di partenza per la nostra visita in Borgogna, un piccolo appartamento alle porte di Santenay, da dove iniziamo il nostro tour in questi quattro giorni in Borgogna.

Il castello di Santenay, chiamato oggi Chateau de Philippe de Hardi, è noto proprio perché il duca decretò, nel 1395, che il Pinot Nero sarebbe stato l’unico vitigno per i rossi della regione. Ed è nello Chateau che facciamo la prima degustazione dei pregiati vini.

Nel periodo di alta stagione è consigliata la prenotazione, ma in questo fine settembre il turismo è quasi al suo termine e troviamo facilmente posto nel giardino del castello.

Le tariffe per le degustazioni variano in base al numero di bicchieri, ed è possibile abbinare alla degustazione anche la visita del castello. Sul sito ufficiale trovate tutte le indicazioni e gli orari.

Il panorama circostante è una vera cartolina, tra pascoli e vigneti che si tingono d’oro sotto un cielo azzurro; guidate con lentezza tra queste strade circondate dalle colline, dove regna la quiete e numerosi pascoli di animali, ma anche cavalli e qualche piccolo cerbiatto.

Il pomeriggio trascorre veloce, proseguiamo verso lo Chateau de Meursault dove è possibile fare una degustazione di vini. Piccola precisazione, in Borgogna ci sono numerosi castelli, alcuni sono di proprietà di storiche cantine, come questo. Altri invece sono castelli storici, come quello di Sully, Cormatin e Commarin, alcuni dei luoghi in parte ancora abitati.

Il Castello di Mersault non è visitabile, se non nell’area moderna dedicata alla degustazione di vini bianchi e rossi. Tutt’intorno si estendono oltre sessanta ettari di vigneti di proprietà della cantina.

Se avete tempo a disposizione, da Santenay, il cui piccolo borgo è racchiuso in una piazzetta centrale e una manciata di vie, potete raggiungere la cittadina di Chalon-sur-Saone, decisamene più grande. Io ho preferito optare per i villaggi situati lungo la strada dei vini dei Grands Crus, più caratteristici.

Giorno 2 Da Dijon a Beaune lungo la strada dei Vini

Iniziamo la visita di Dijon sotto la pioggia purtroppo, ma nonostante il cielo grigio, la cittadina appare davvero come una piccola perla e non fatico a credere il perché sia città Unesco.

Un tempo era la capitale del ducato e il Palazzo dei Duchi che svetta nella piazza è davvero un edificio maestoso. Da qui ci si muove a piedi in tutto il centro, tra le vie pedonali che conducono in una rete di strade, tra bistrot e negozi, e qualche casa a graticcio incastonata tra le altre. Negozi di souvenir, dove la senape di Dijon abbonda, il mercato coperto di “Les Halles” e la chiesa di Notre Dame. Una pausa al caldo per sorseggiare il pregiato tè di Mariage Frères, e le ore trascorrono in fretta.

Tra le cose da vedere in un giorno a Dijon, se avete tempo potete visitare il Musée des Beaux-Arts che vanta una ricchissima collezione di opere d’arte, oppure recarvi alla nuovissima Cité Internationale de la Gastronomie et du Vin. Un modo curioso per visitare la città è quello di seguire il Percorso della Civetta, simbolo di Dijon che troverete sulla strada pronto ad indicarvi il sentiero.

Peccato per la pioggia, perché il Parco Darcy merita davvero, ma noi rimaniamo in centro nella piazza centrale dove ammirare i vari hotel particulier intorno a Palazzo Ducale, che raccontano la storia e l’anima di questa antica città.

Dijon si raggiunge in autostrada da Beaune se arrivate da sud, mentre da Parigi ci sono comodi treni veloci che conducono in poco più di un’ora e mezza a destinazione.

Percorriamo la strada dei vini dei Grands Crus da Dijon a Beaune, seconda tappa in questa giornata.

Beaune si trova infatti nel cuore della zona dei vigneti, ancora rinchiusa tra le sue mura storiche dove all’interno si snodano le piccole vie che conducono all’attrazione principale della città, l’Hotel Dieu. Fondato come ospedale per i poveri nel 1443, in stile gotico spicca per le sue piastrelle colorate sopra i tetti. Il monumento storico merita una visita tra le sue sale decorate, l’antica farmacia e il museo.

Beaune è anche e soprattutto terra di vini e il suo sottosuolo è un ricco e pregiato labirinto di cantine storiche. In questa zona si producono i pregiati Grands Crus e Premiers Crus, un gran numero di etichette tra le più famose, come Mersault, Pommard e Volnay.

Dopo un pranzo e un giro panoramico tra le vie della cittadina, è proprio a Pommard che ci dirigiamo per una degustazione di vino. Il piccolo villaggio sembra sospeso nel tempo, e il Castello di Pommard, con i suoi giardini curati, è davvero un’altra chicca molto carina.

Se il tempo lo permette, inteso non solo come clima, da Dijon a Beune vi consiglio due tappe: Nuits-Saint-Georges, dove trovare etichette di vino davvero molto pregiate e Clos de Vougeot, la cantina tra le più prestigiose di Francia e non solo. Qui i climats sono ancora oggi protetti da muri di pietra medievali che determinano l’area di un particolare vino. I vigneti circondano il castello rinascimentale in una scenografia davvero incantevole.

Trattandosi di cantine molto note, la prenotazione è consigliata altrimenti rischiate di arrivare e non poter entrare.

Giorno 3 Castello di Sully e Commarin

Oggi la giornata è interamente dedicata alla visita dei castelli storici, il Castello di Sully e il Castello di Commarin. Realtà molto diverse dai castelli della Loira, ma non per questo meno belle, anzi.

Il Castello di Sully è davvero molto grazioso, si possono visitare i giardini circostanti, ma io consiglio la visita guidata al suo interno per conoscere la storia e le vicissitudini della famiglia, che di generazione in generazione, ancora oggi risiede in un’ala della dimora. Abitato dalla Marchesa Mac Mahon, il Castello di Sully, gioiello del Rinascimento francese, vanta una lunga e colorita storia. Le sale sono ben conservate, e il salone da ballo, con pianoforti e un immenso camino, riporta alla memoria i fasti della nobilità francese.

Proseguendo verso la strada per il Castello di Commarin sostiamo nella piccola cittadina di Autun, un po’ anonima a dir la verità, e a mio avviso consigliata solo per una pausa se dovete appunto pranzare.

Per organizzare al meglio la visita nei castelli, tenete conto dell’orario di visita in quanto gli ingressi per le visite guidate sono a orari fissi e anche qui in periodi di alta stagione, e nei weekend, è meglio prenotare.

Il Castello di Commarin appartiene alla stessa famiglia da novecento anni. Un mix di architetture per questa dimora che ancora oggi è abitata dai discendenti.

Per tutte le informazioni su orari e biglietti, vi consiglio di consultare i siti ufficiali dei vari castelli.

Di rientro verso casa, passiamo per le zone di Chassagne-Montrachet e Puligny-Montrachet, per poi raggiungere la minuscola Chagny, piccolo comune di cinquemila abitanti dove troviamo un unico bar aperto per una piacevole sosta. Se siete di strada, fermatevi nelle caratteristiche Saint-Léger-sur-Dheune e seguite il percorso di Canal du Centre, guidando lentamente tra questi scorci.

Giorno 4 Castello di Cormatin e Cluny

In direzione Italia, verso il traforo del Frejus, percorriamo il tratto più a sud della Borgogna con una sosta nella cittadina di Cluny.

Prima però visitiamo il terzo castello in questi quattro giorni in Borgogna, il Castello di Cormatin, una vera sorpresa. Un immenso parco di dodici ettari, tra fiori, un orto, labirinti e stagni, una scenografia davvero regale. Il castello è stato edificato nel XVII secolo e la sua visita, con guida francese (se avete necessità vi viene dato un quaderno con tutte le indicazioni in italiano), conduce in tutte le stanze ancora arredate e perfettamente conservate. Dagli alloggi del marchese a quelli della marchesa, la biblioteca e l’immensa cucina, una grande scala e un tripudio di arazzi e tendaggi in abbondanza.

Raggiungiamo Cluny in un uggioso lunedì, dove purtroppo tutto è chiuso.

Dai negozi di souvenir, bar, bistrot e anche boulangerie; troviamo un unico bar aperto dove ci fermiamo per pranzo, dopo una breve visita tra le piccole vie della cittadina che é davvero molto carina. Un borgo medievale dove spicca l’attrazione principale, la celebre Abbazia fondata nel 910. Lungo la strada per Cluny non mancherete di notare prati dove circolano cavalli e anche qualche campo attrezzato per le gare, questo perché l’interesse per i cavalli qui a Cluny risale all’impero napoleonico e sono visitabili le scuderie nazionali che si trovano ai piedi dell’abbazia.

All’ingresso di Cluny si trova un parcheggio pubblico gratuito proprio a pochi minuti dall’Abbazia.

Sul dove dormire in Borgogna vi posso dire che ci sono poche strutture low budget, ma diversi hotel eleganti e prestigiosi. Un indirizzo molto chic è l’hotel Beaune, in pieno centro e la Maison Philippe Le Bon a Dijon. Per questi quattro giorni in Borgogna abbiamo optato per un appartamento prenotato su Airbnb, dove l’offerta è davvero molto ricca. Unica accortezza, verificate bene l’ubicazione perché anche se i chilometri della strada dei vini dei Grands Crus non sono molti, si percorrono con lentezza e gli spostamenti giornalieri sono tanti.

A mio avviso non consiglio di pernottare a Chalon-sur-Saōne, un po’ troppo fuori mano, così come a Dijon, un tantino lontana se si vuole poi percorrere tutto il tratto della strada dei vini e le zone limitrofe dei castelli. Beaune, punto focale di questa parte della Borgogna, è a mio avviso un buon punto di partenza dove dormire.

La Borgogna si raggiunge in auto dal Nord Italia, in questo caso dal Piemonte dove vivo o dalla Lombardia, mentre se dovete raggiungerla in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Lione dove dovrete noleggiare un auto per un on the road tra i vigneti.

Sul dove mangiare in Borgogna invece non posso esser molto di aiuto, quando siamo in viaggio on the road ci organizziamo con una ricca colazione e una cena in casa, mentre per il pranzo una sosta al volo per un’insalata o un hamburger in un bistrot, nulla di troppo ricercato. Non mancano però indirizzi gourmet dove mangiare in Borgogna, come Loiseau des Vignes a Beaune o Le Bistrot Bourguignon più abbordabile come prezzi.

No Comments

    Leave a Reply