i Viaggi di Monique

Viaggiatrice per passione, consulente di viaggio per lavoro. Un blog di Monica Sauna.
San Francisco quartiere Tenderloin

Tenderloin, il cuore malato di San Francisco

Io e San Francisco non siamo entrate subito in sintonia. Ho faticato a capire questa città che non mi ha abbagliata, proprio perchè in realtà Frisco va presa per quello che è,  e va capita.

C’è però un quartiere che considero il cuore malato di San Francisco, il Tenderloin: un quartiere centrale che mette in luce l’altra faccia di San Francisco, quella che fatico ad accettare.

Basta infatti attraversare la turistica Powell street e l’affollata Van Ness Avenue, per essere risucchiati in un ambiente del tutto diverso, tra degrado e malavita.

Il Tenderloin è il ghetto della città, degli emarginati e dei senzatetto; abitato dalle classi sociali più basse, di ogni razza ed etnia; luogo malfamato e pericoloso, ma che si trova proprio a due passi da Union Square (il cuore di San Francisco).

Nella zona delimitata da Powell Street e Geary Street a nord, da Mission Street a sud e sino a Polk street a ovest, è meglio non addentrarsi mai a piedi, e se proprio necessario superare questa zona solo in taxi o in auto.

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San Francisco Union Square

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Io ci sono passata a bordo del pullman turistico durante la visita della città, ed è stato un vero shock.

Il colpo d’occhio è infatti impressionante.

In questo quartiere storico, ricco di hotel e palazzi risalenti ai primi anni del ventesimo secolo, tutt’intorno è squallore ed immondizia a cielo aperto. Senzatetto, prostitute, vagabondi che barcollano tenendo stretta una bottiglia di vino da due soldi, persone che imprecano, urlano e camminano spingendo un carrello straripante di coperte e stracci, questo è ciò che si incontra nel Tenderloin. Drogati e mendicanti che bivaccano su ogni marciapiede, e poi file di persone in coda per un pasto, nelle tante realtà sociali che qui cercano di dare un conforto.

In un attimo mi sono tornate in mente le immagini del film di Will Smith “La ricerca della felicità”.

In America è così; tutto può crollare in un batter d’occhio, e in una città cara a dismisura come lo è San Francisco, è facile intuire come il Tenderloin possa diventare un luogo di rifugio per tutti gli emarginati della città.

Qui ci sono locali trasandati di liquori, sexyshop, lavanderie a gettoni ad ogni angolo e palazzi in condizioni pessime, abitati per lo più dalle classi più disagiate della città.

Un vero e proprio ghetto dove sono confinati giovani, vecchi e bambini che la città ha in qualche modo abbandonato.

Il Tenderloin da sempre spaventa noi turisti, e a ben ragione. I miei cognati, che a Frisco lavorano, mi dicono che evitano di passare anche in macchina tra queste vie così malfamate.

Il Tenderloin pare sia nato dopo le devastazioni del terremoto agli inizi del ‘900. Qui un grande numero di hotel fu costruito proprio per accogliere vittime e superstiti di quell immane disastro. Ma quando la città tornò a vivere, gli alberghi vennero abbandonati e convertiti in appartamenti per le famiglie a bassissimo reddito. La criminalità si è così trasferita tra queste vie e qui fa da padrone, trovando facile appiglio.

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San Francisco hotel

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E’ il cuore malato di San Francisco che a volte si affaccia tra gli alberghi a cinque stelle in Union Square negli occhi smarriti di un senzatetto, che approda qui come se fosse un alieno.

Ci guarda curioso, volgendo lo sguardo su e giù, ammirando il cielo, ed emette uno strano rantolo, per poi tornare indietro, risucchiato dal Tenderloin, tra il cattivo odore che aleggia per queste strade, quasi si sentisse più sicuro tra quelle vie che sono la sua vita quotidiana.

E’ strano come una città così grande possa nascondere tutto ciò che ha di brutto e pericoloso in una manciata di strade.

Il Tenderloin stride con i quartieri più turistici di San Francisco, ma in parte riflette l’anima di una città troppo cara, che cerca la sua identità nel mix di culture, religioni ed accenti differenti che qui dilagano e convivono.

E’ un luogo che consiglio di vedere solo a bordo dei pullman turistici o con persone del luogo, ma non a piedi.

Non ho fotografie che ritraggono i volti di queste persone, volutamente.

La loro tristezza e rassegnazione ce l’ho impressa nella mente e, anche se il passaggio qui è stato rapido e fugace, non è semplice accantonare questo luogo dimenticato, triste e degradato.

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4 Discussions on
“Tenderloin, il cuore malato di San Francisco”
  • Ciao! Anche io son stata a San Francisco e Los Angeles e tutto questo non l’ho notato nella liberale Frisco! Sono rimasta allibita invece dell’infinità di senza tetto a Los Angeles. ..esattamente come li descrivi tu: col carrello della spesa, pieni di stracci e immondizia. È stato davvero uno shock perché erano ovunque.. Comunque questo è un articolo davvero interessante! Grazie, ciao!

    • Grazie Elena! A San Francisco sono passata in questo quartiere, non turistico, a bordo del pullman ed è stato davvero toccante. A Los Angeles ho dormito a Venice beach, ed erano proprio sotto il mio naso. Complice il caldo ed il sole, i senzatetto in California abbondano. C’è chi al ritorno da un viaggio non ne parla, enfatizzando solo le cose belle…io ho preferito raccontare ciò che ho visto e che mi ha toccato.
      Grazie per essere passata sul blog e buoni viaggi! In ogni caso la voglia di ritornare lungo le spiagge della California è altissima 😉

  • Io ci sono stato, e ci sono stato a piedi, l’ho dovuto attraversare tutto a piedi, e vi giuro che non mi sono mai sentito cosi spaventato e a disagio in vita mia. Vi sconsiglio altamente di passarci a piedi come me, vi dico solo che mi sono trovato davanti uno con un coltellaccio da cucina che tagliava qualcosa imprecando, per fortuna li affianco c’era un poliziotto che ci ha spiegato la zona è ci ha detto che eravamo pazzi a passare era di li a piedi. Davvero una realtà spaventosa

    • Già Stefano, e ahimè negli anni è sempre peggio purtroppo. Ghettizzare questo tipo di persone non è una soluzione, ma purtroppo in California sta succedendo sempre di più. Grazie per essere passato sul blog.

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