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Diari di Viaggio / Italia

Val d’Orcia in tre giorni, itinerario e cosa vedere

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Val d’Orcia in tre giorni, itinerario e cosa vedere tra i borghi più belli e le colline.

Una Toscana che amo, e che speravo di rivedere; un weekend romantico, lento e rilassante e panorami che sembrano usciti dai dipinti ad olio. La Val d’Orcia è una terra che incanta, e anche se sono abituata ai filari e alle colline della Langhe dove vivo, qui il panorama è spettacolare.

Un continuo susseguirsi di paesaggi che lasciano a bocca aperta, e su quelle colline sono incastonati piccoli borghi uno più bello dell’altro. In questo fine maggio ho trovato cielo azzurro, le prime api ed un verde brillante, ma soprattutto, visto il periodo, ho trovato borghi sonnacchiosi e deserti, ed è stato un pregio poterli visitare senza folla.

Il mio itinerario in Val d’Orcia in tre giorni non è stato una corsa affannata tra luoghi che volevo assolutamente visitare, ma una lenta gita in auto, in un itinerario che mi ha portata a scattare fotografie nei luoghi più belli (e instagrammabili ammettiamolo) e a degustare i prodotti tipici locali.

PIENZA

Il mio weekend in Val d’Orcia in tre giorni inizia a Pienza, anzi a pochi chilometri dal borgo, nella “Locanda Vesuna country house” scelta per il nostro soggiorno. Un podere in pietra immerso nella natura, dove al mattino si è circondati dal silenzio interrotto solo dal canto degli uccellini e dalle rondini curiose. Camere semplici e curate, un’ottima cucina nel ristorante interno e personale squisito ed accogliente. Consigliatissimo!

In pochi minuti si raggiunge Pienza e le sue vie. I casali in pietra, il ristorante panoramico da cui si accede dal chiostro, i balconi in fiore e le sue osterie, come “Sette di Vino”, ed il suo belvedere. Fermatevi per un attimo a fare un aperitivo da “Idyllium“, un piccolo bar da cui ammirare il panorama.

Se volete fare un picnic per pranzo da “La vecchia bottega” trovate la proposta del cestino ed il menù con selezione di formaggi o affettati, oltre a tutto l’occorrente per un goloso picnic in un prato.

Pienza si visita in poco tempo, ma non abbiate fretta, curiosate tra i negozi di souvenir o andate in cerca del vostro ristorante per la cena.

SAN QUIRICO D’ORCIA

Lungo la strada panoramica che da Pienza conduce a San Quirico d’Orcia, si trova uno dei luoghi simbolo della Val d’Orcia, la “Cappella della Madonna di Vitaleta“. Impostando il nome su google maps le indicazioni sono corrette, ma andate piano così da svoltare sulla vostra sinistra imboccando la strada sterrata che vi condurrà all’ingresso del sentiero per raggiungere la cappella. Nota bene, il sentiero è ovviamente immerso nelle colline, fa caldo, quindi crema solare e cappello di paglia sono d’obbligo. Io purtroppo l’ho vista con a fianco alcuni cantieri, quindi il risultato è stato un pochino deludente, ma è lo stesso molto suggestiva.

San Quirico d’Orcia si raggiunge in poco tempo, guidando immersi in una scenografia bellissima, non per altro in questa zona hanno girato alcune scene del film “Il Gladiatore”. Per individuare la location esatta impostate sul navigatore l’indirizzo “Agriturismo Terrapile”.

Anche San Quirico d’Orcia ci accoglie nel silenzio ovattato, nessun turista, i bar quasi deserti. Un piacevole borgo che sembra sospeso nel tempo.

I CIPRESSI DI SAN QUIRICO

In un itinerario di viaggio in Val d’Orcia in tre giorni, tra le cose da vedere forse una delle più note, sono i cipressi di San Quirico. Un piccolo gruppo di cipressi in collina, un paesaggio davvero meraviglioso. Per trovarli seguite le indicazioni Via Cassia (SR2), ma sarà impossibile non avvistarli lungo la strada.

In ogni caso, impostando su google maps “Cipressi di San Quirico” oppure località “I Triboli”, il navigatore vi condurrà a destinazione. Al momento c’è un piccolo spiazzo dove fermare l’auto (se non ne trovate già altre auto parcheggiate), poi si sale a piedi sulla collina sino al primo gruppo di cipressi.

MONTALCINO

Un piccolo borgo, arroccato sulla collina, Montalcino è una manciata di strade con poco più di cinquemila abitanti. Non è solo terra di buon vino, il Brunello, ma anche del miele. Un borgo antico che ha mantenuto la sua storia, ed un piccolo centro caratteristico e la sua Rocca dominante da cui si gode una vista incredibile. La fortezza medievale è teatro di eventi, concerti e wine festival, mentre il venerdì, quando siamo capitati noi, trovate il mercato cittadino.

Dove scattare fotografie con i cipressi?

Ok lo ammetto, ho “googlato” queste parole prima di partire perchè anche io volevo la classica foto clichè in un viale di cipressi. Il più noto è sicuramente lo scatto tra i cipressi dell’Agriturismo Poggio Covili, a Castiglione d’Orcia, a pochi chilometri da Bagno Vignoni.

In realtà una volta lì la foto di per sè è carina, ma ho preferito i panorami lungo la strada nelle Crete Senesi. Seguite le indicazioni per l'”Agriturismo Baccoleno“, parcheggiate davanti al grande cancello e salite sulla collina da cui godere di un panorama bellissimo.

Un altro scatto imperdibile secondo me, è il panorama che si apre lungo la strada per Montichiello.

A pochi metri dall’ingresso per il borgo, seguite le indicazioni dell’Azienda Agricola Pacini Anelida, salite su una stradina sterrata e fermate l’auto. Potrete ammirare davanti a voi la strada con le curve ad “s” costellata di cipressi.

MONTICHIELLO

Posso riassumere Montichiello con una parola: una perla!

A mio avviso assolutamente da inserire tra le cose da vedere in un weekend in Val d’Orcia in tre giorni. Un minuscolo borgo, con strette vie, poderi e casette in pietra. Profumo di fiori e rose alle finestre, case e giardini curati. Una piccola oasi di pace da cui si gode la vista sulle colline. Eccola qui la bellezza italiana che in tanti ci invidiano all’estero. Piccoli borghi senza tempo che mantengono la propria storia con cura ed eleganza.

MONTEPULCIANO

Gironzolando per la Val d’Orcia in tre giorni, ho lasciato Montepulciano per ultimo tra le cose da vedere nel nostro itinerario. Volevo dedicargli del tempo con calma, anche perchè la sua visita richiede buone gambe e buon fiato lungo le salite. E chi se lo immaginava così. Un borgo stupendo, tra palazzi antichi ed il suo vino nobile.

Piazza Grande si raggiunge dopo una bella salita a piedi lungo le stradine del borgo, ed è il cuore della città, un vero “salotto” elegante, così come lo sono i suoi negozi. Tanti caffè ed osterie disseminati tra quelle strade che si intrufolano tra case e palazzi storici.

Una cosa che vi consiglio di fare è la visita dei sotterranei organizzata dalla cantina di vini “Ercolani”, situata proprio all’ingresso del borgo. Si accede liberamente e gratuitamente, oppure si può partecipare alle visite guidate. Piccoli angoli sotterranei, un tempo via di fuga per i nobili tra un palazzo nobiliare e l’altro, angoli dove sono sistemate le botti di vino, la “caciaia” con i formaggi, un pozzo dell’amore e la tipica sala delle torture medievali. Al termine della visita è prevista una degustazione gratuita, si può lasciare una mancia oppure acquistare i prodotti tipici, non solo vino, ma anche dell’ottimo miele e del buon olio toscano.

Tante le cose da vedere in un itinerario in Val d’Orcia in tre giorni.

Bagno Vignoni, con la sua iconica vasca d’acqua centrale e le terme “Adler” (dove tra l’altro consiglio di parcheggiare); il borgo di Radicofani, la cittadina di Trequanda lungo la strada che da Pienza vi condurrà ad Asciano, e poi Castelmuzio, dove siamo capitati per caso una sera a cena in un’osteria tipica. Un borgo minuscolo con poche stradine e casette in pietra.

La Val d’Orcia per me è stata sinonimo di lentezza, un viaggio in auto slow, ammirando le bellezze del panorama e momenti di puro relax nei prati.

Sul dove mangiare in Val d’Orcia purtroppo non ho grandi consigli culinari; non mangio la carne, che è di fatto la protagonista dei menù da queste parti, ma posso dire di aver trovato ottime proposte vegetariane tra zuppe, verdure e risotti.

Il pecorino di piena, le bruschette al pomodoro o al formaggio e zafferano, il pane senza sale con un filo d’olio toscano per me, e grandi piatti di chianina e tagliata di carne per lui.

Sul quando andare in Val d’Orcia io consiglio la primavera e l’inizio dell’autunno, l’estate è molto calda e personalmente non amo gironzolare tra i borghi assolati con trenta e più gradi. Per ammirare il verde brillante delle colline ho trovato perfetto questo periodo di fine maggio.

Lungo la strada del ritorno verso casa, ci siamo fermati a visitare Siena, città toscana che non avevo ancora visto. Se avete più tempo a disposizione potete fermarvi qualche giorno nella zona del Chianti, tra filari e colline, oppure visitare i borghi di San Gimignano e Volterra, altre perle toscane.

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